Per
Flora si intende l'insieme delle specie vegetali presenti in
una determinata area. La flora di un territorio è un
lavoro con carattere preminentemente descrittivo; essa contiene
l'enumerazione completa di tutte le specie presenti nella zona
considerata, ordinate secondo un criterio logico che permetta
di ritrovarle agevolmente.
Ogni specie è presente, con le proprie popolazioni, su
una certa area del pianeta (areale), che rappresenta il risultato
della sua evoluzione e di quanto la specie sia stata capace
di espandersi superando ostacoli interni (genetici e biologici)
ed esterni (ambientali). Naturalmente l'areale di una specie
è in sintonia con i caratteri climatico-pedologici del
territorio e i suoi confini sono per lo più imposti da
sostanziali cambiamenti climatici dovuti al variare della latitudine,
dell'altitudine e dalla distanza dei luoghi dalle masse oceaniche.
INQUADRAMENTO FLORISTICO E FITOCLIMATICO DELL'AREA
La raccolta e la determinazione tassonomica delle entità
della flora vascolare di Lama Belvedere, sono state svolte nel
periodo di tempo compreso tra Luglio 2004 e Giugno 2005.
Per la determinazione delle specie sono state utilizzate Flora
d'Italia di S. Pignatti (op. cit.) e Flora Italica di P. Zangheri
(1976).
Per ogni taxa è indicata la forma biologica e quella
di crescita secondo Raunkiaer (1934), il tipo corologico, l'habitat,
la data e la zona di raccolta (vedi database nella sezione FLORA
in www.lamedimonopoli.it).
Durante il censimento floristico di Lama Belvedere ho riscontrato
la presenza di alcune specie a rischio d'estinzione di particolare
importanza, inserite nelle Liste Rosse nazionali e regionali
(Conti et. al.,1997), esse sono:
Serapias orientalis Nelson subsp. apulica Nelson, Asphodelus
tenuifolius Cav. e Asyneuma limonifolium (L.) Janchen.
Il clima di Lama Belvedere è di tipo mediterraneo, caratterizzato
da inverni miti ed estati calde con precipitazioni abbondanti
in autunno e primavera ma quasi assenti in estate. Si è
visto inoltre che la somma delle temperature medie dei mesi
di gennaio e febbraio è di 19 C°; questi valori termici
invernali indicano la potenziale presenza della lecceta.
Le leccete pugliesi si rinvengono in distretti climatici abbastanza
caratterizzati dove l'evapotraspirazione potenziale deve essere
compresa tra 820 e 860 mm, le precipitazioni medie annue devono
risultare superiori a 600 mm e la temperatura media annua intorno
ai 16°C. Il valore dell'evapotraspirazione reale annua nell'area
delle leccete è sempre superiore a 400 mm mentre il surplus
idrico non sembra essere significativo al contrario del deficit
che risulta sempre inferiore a -400 mm.
Dai dati ottenuti e per la documentata presenza di una piccola
area in cui è presente una macchia alta a Leccio, si
può con certezza identificare l'area di Lama Belvedere
all'interno dell'orizzonte della lecceta mediterranea ovvero
nell'alleanza Quercion ilicis.
In quest'alleanza, accanto al leccio (Quercus ilex L.), troviamo
altre specie arboree ed arbustive come il terebinto (Pistacia
terebintus L.), il lentisco (Pistacia lentiscus L.) il biancospino
(Crataegus monogyna subsp. monogyna Jacq), e liane ed arbusti
come il rovo (Rubus ulmifolius Schott), l'asparago pungente
(Asparagus acutifolius L.), la vitalba (Clematis vitalba L.),
la rosa selvatica (Rosa sempervirens L.), l'edera (Edera helix
L.), la salsapariglia (Smilax aspera L.) ed il timo (Thymus
capitatus (L.) Hoffmannsegg), tutte essenze tipiche della Macchia
Mediterranea.
Tutto ciò è confermato ulteriormente dal fatto
che i fianchi della scarpata Nord-Occidentale delle Murge, che
va da Monopoli ad Ostuni e che si protende in avanti verso la
fascia a coltura di ulivi, sono in gran parte ricoperti da una
vegetazione che sarebbe inquadrabile nei normali schemi della
lecceta mediterranea.
Con il presente lavoro ho cercato di fornire un contributo alla
conoscenza del patrimonio floristico di un'area individuata
come d'interesse naturalistico, ambientale e paesaggistico dalla
Regione Puglia (Legge Regionale n.19 del 24.7.1997 B.U.R.P.
n° 84 del 30 luglio 1997 integrata dalla L.R. n°16 del
24 luglio 2001).
I programmi specifici da adottare per la tutela e la conservazione
della flora di Lama Belvedere dovrebbero assumere le caratteristiche
di un vero e proprio progetto ambientale teso alla protezione
e all'incremento della vegetazione autoctona nonché alla
creazione di corridoi ecologici di collegamento tra le aree
naturali protette ad essa adiacenti (vedi "Barsento").
Monopoli,
16 dicembre 2005
Dott.
Francesco Angiulli
Tramite
questa sezione è possibile effettuare una ricerca della flora
presente all'interno della Lama Belvedere
Contenuti
a cura del Dott. Francesco
Angiulli
dottore in Scienze Naturali